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Bonfrisco, Cna Verona: “Il credito dovrà per forza cambiare”

diario 27/2/2013

La Senatrice Cinzia Bonfrisco interviene all’incontro dei candidati veronesi con la Confederazione nazionale dell'artigianato, piccola e media impresa. “Il credito dovrà per forza cambiare” afferma la Senatrice Bonfrisco, “c'è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing”.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 22 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Costo del lavoro, peso fiscale e accesso al credito. Queste le priorità che dovranno essere inserite nell'agenda del prossimo governo secondo Angiolina Mignolli, presidente Cna Verona, Confederazione nazionale dell'artigianato, piccola e media impresa. E questi temi discussi dai candidati veronesi intervenuti all'incontro organizzato dalla Cna, a due giorni dalle elezioni.

«Le piccole e medie imprese sono il tessuto del Paese», riflette Mignolli, «ma nel 2012 ne abbiamo perse 10mila, oltre 2mila solo a Verona. La politica se ne deve occupare. Basta con le lamentele, vogliamo essere propositivi, instaurare un rapporto di collaborazione, per poter finalmente uscire da questa crisi». Per farlo, secondo i piccoli imprenditori, è necessario che venga reso più semplice l'accesso al credito e investire nella formazione. «Bisogna investire nella formazione», concorda Diego Zardini, candidato nelle file del Pd, «e nel reinserimento di chi ha perso il lavoro».

Concorde la senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl): «Il credito dovrà per forza cambiare».
Per il candidato Udc Stefano Valdegamberi la formazione professionale dà possibilità di sbocchi nel lavoro e non bisogna rinunciarci. «Il problema sono le banche», sostiene il leghista Matteo Bragantini, «devono dare fondi alle Pmi». Una proposta arriva dal candidato del Movimento 5 stelle, Fabio Pimazzoni: «Una banca di investimenti, strumento che ad oggi in Italia non esiste». «Il Pd punta ad abbattere il cuneo fiscale, per alleggerire il peso della tassazione sul lavoro. Da ridurre è anche la spesa pubblica», precisa Zardini.

Per Bonfrisco bisogna dire no ai tagli orizzontali: «C'è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing». Meno Stato e più impresa è la ricetta di Valdegamberi: «Liberalizzare e ridurre gli enti». Per Bragantini «in alcuni casi è stato il privato a non funzionare. Necessario un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici, adottare i costi standard e un vero federalismo». A favore del taglio delle Province il grillino Pimazzoni: «Consentirà una riorganizzazione. Il fisco deve essere amico con le grandi opere».

FONTE: L’Arena

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permalink | inviato da socialphinet il 27/2/2013 alle 19:38 | Versione per la stampa

Bonfrisco: Nella nostra provincia un voto di affezione e di responsabilità

diario 27/2/2013

Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi della Senatrice Bonfrisco del Pdl, uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità, vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale. Berlusconi ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato».

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 26 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi di Cinzia Bonfrisco, senatrice del Pdl uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità», spiega. «Vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale.

Grillo? Ce lo aspettavamo, però il dato di Grillo fa pensare al fatto che tutti i voti della protesta siano finiti lì. Il voto leghista è quindi dentro il centrodestra e questo dobbiamo difenderlo. Perciò il voto ai leghisti liquida ogni avventura di tipo miniregionalista». E ora, però che succederà? «Per noi viva Berlusconi, che ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato. Alla Lega dico che l’aver continuato a logorare l’accordo con Berlusconi è stato un boomerang per il Carroccio veronese, perché Berlusconi ha preso i suoi voti, la Lega no. Quindi? La Lega va bene nel centrodestra.

Ogni avventura che qualcuno immagina con Passera o altri, non ha prospettiva». Ma quale è stato il segreto del risultato del risultato? «Berlusconi. Il quale, a parte Grillo che raggiunto percentuali strepitose, è il vero vincitore di queste elezioni. Era partito decisamente da sconfitto e il fatto che abbia ora la maggioranza relativa dei senatori dimostra che ha ottenuto un grande risultato». È il commento di Davide Bendinelli, consigliere regionale del Pdl, di cui è coordinatore cittadino». Della coalizione di centrodestra, però, oltre Pdl, Fratelli d’Italia, La Destra di Storace, Mir-Samorì e Partito Pensionati, fa parte anche la Lega, che però ha avuto, soprattutto in Veneto, un crollo di consensi. Eppure, soprattutto nella nostra regione, la Lega, e la base in particolare, non aveva gradito in larga parte il nuovo accordo con il Pdl. «Ma noi, quindi anche la Lega, abbiamo preso i voti per Berlusconi», spiega.

«Quello fra Lega e Pdl è un binomio vincente e quindi, invece che continuare a giocare a ping pong, bisogna ripartire con un progetto politico in grado di governare il Paese. Io non sono affatto convinto che la Lega abbia perso voti per noi, ma in parte per problemi interni, in parte perché i suoi elettori volevano quel federalismo che non si è mai realizzato e in parte perché i voti di protesta sono andati altrove. Andare ancora al voto? Io credo che chi è stato eletto debba trovare una quadratura del cerchio», conclude Bendinelli. «Tornare alle urne farebbe ridere gli italiani e gli Stati europei». Il Pdl comunque festeggia. Se alla vigilia della campagna elettorale veniva accreditato del 14 per cento, adesso fa i conti nelle urne con percentuali pari al doppio che portano la coalizione al testa a testa con il centrosinistra e catapultano di nuovo Berlusconi tra i protagonisti della scena politica. In città il dato risente del boom di Grillo, ma a livello veneto il Pdl ha tolto alla Lega lo scettro della coalizione. «A livello di partito siamo più che soddisfatti», dice il coordinatore regionale del Pdl Alberto Giorgetti, rieletto deputato, «sia perché recuperiamo il ruolo di leader nei confronti della Lega, sia perché Berlusconi ha dimostrato di avere ancora una forza straordinaria. Un ottimo risultato, che se avesse visto i moderati uniti, con Udc e Monti, ci avrebbe portato alla vittoria e a governare senza problemi. Adesso l’unica strada sono le larghe intese con il Pd».

FONTE: L’Arena


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permalink | inviato da socialphinet il 27/2/2013 alle 17:42 | Versione per la stampa

Norreri Simona, i giovani “una grande risorsa per il presente e per il futuro”

diario 24/2/2013

“In questa campagna elettorale si parla troppo poco dei giovani”. A dirlo è Simona Norreri, candidata della Lega Nord alle prossime elezioni regionali. E in effetti sui giornali o in televisione il tema è stato nettamente trascurato.

Simona Norreri

Partiamo dai giovani, che la Norreri definisce “una grande risorsa per il presente e per il futuro”. Per loro la Lega ha studiato interventi ben precisi trasversali ai vari settori, al punto da considerare necessario, per la prossima legislatura, un assessorato ad hoc che dovrà incaricarsi di curare il coordinamento.

Norreri Simona

Innanzitutto gli interventi a livello occupazionale: “Saranno implementati i contributi per lo start up di impresa, con forme di premialità per i giovani che si distinguano nell’impresa e nel lavoro – assicura Norreri – Dovrà essere rilanciato l’apprendistato, promuovendo così l’alternanza scuola-lavoro, quale forma capace di generare un rapporto di sinergia che avvantaggi l’intero sistema, creando ponti solidi per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, favorendo l’innovazione e la ricerca e promuovendo l’immagine di eccellenza del territorio. Si realizzerà, anche, un sito internet che raccolga e pubblichi esclusivamente le offerte di lavoro destinate ai giovani. Vogliamo, inoltre, sostenere iniziative di Enti Locali che realizzino incubatori per imprese di giovani, mettendo a disposizione, a locazioni agevolate, spazi adeguati per uffici e laboratori per avviare attività imprenditoriali, produttive o di libera professione”.

Ma non solo lavoro. “Sarà creato un portale delle Associazioni Giovanili che presenti tutta la realtà associativa in Lombardia, collegato con link al sito istituzionale Giovani e Sport della Regione e recettivo di tutte le analoghe esperienze in Europa – continua Norreri – Per incentivare il talento giovanile si dovranno, inoltre, prevedere bandi e contributi nei vari settori artistici, musicali, del teatro e della moda. Alle amministrazioni locali, infine, potranno essere erogati contributi per la realizzazione di spazi dedicati ad attività culturali e ricreative dei giovani (sale per le prove di gruppi musicali, laboratori per le attività teatrali, laboratori d’arte)”.

FONTE: www.simonanorreri.it


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permalink | inviato da socialphinet il 24/2/2013 alle 16:52 | Versione per la stampa

Simona Norreri, Lombardia Scuola di Welfare, ecco i principali obiettivi

diario 22/2/2013

Simona Norreri, i principali obiettivi da raggiungere sono: garantire la continuità didattica; superare le graduatorie e i concorsi centralisti per concorsi e dirigenti scolastici, passando gradualmente ad un sistema che valorizzi il reclutamento condotto dalle istituzioni scolastiche sulla base di albi e abilitazione regionale, con graduatorie e concorsi regionali, ed ottenere così un rafforzamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche; contributi per l’acquisto dei libri per le scuole di ogni ordine e grado.

Norreri Simona

Bisogna puntare ad una scuola che tenga conto delle reali necessità del territorio e, quindi, prevedere una collaborazione sistematica tra realtà formative e il mondo del lavoro per orientare i programmi didattici alle necessità lavorative dell’area di appartenenza, potenziando anche gli strumenti di alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato. Non è più plausibile al giorno d’oggi da un lato avere migliaia di inoccupati poiché impreparati alle richieste che il territorio avanza loro e dall’altra parte aziende che non trovano sul mercato professionalità corrispondenti alle loro esigenze produttive ed organizzative.

Simona Norreri

Nella legislatura appena terminata è stata approvata una norma che permette alla Regione di interloquire con Università e Ministero per la programmazione, organizzazione e verifica di specifici corsi di laurea o insegnamenti particolari necessari al territorio lombardo. Con questa norma, in base alle reali necessità del territorio, l’assessore di competenza potrà cooperare con le università al fine di fornire specifiche competenze agli studenti lombardi, competenze che potranno poi essere spese immediatamente sul territorio.

Simona Norreri Lombardia

La Regione deve anzitutto impegnarsi per una seria politica di diritto allo studio che premi veramente «i capaci e i meritevoli», incentivando tesi innovative, ricerche applicate o team che sviluppino idee e progettualità con ricadute economiche sul tessuto produttivo lombardo.
Per questo la Regione guarderà con favore alla creazione di network tra università lombarde e straniere ed alla simbiosi tra aziende e poli scientifici, in modo da puntare ad attrarre sul nostro territorio le migliori intelligenze.

Rafforzamento del sistema doti
Oggi il sistema dote, in tutte le sue forme, garantisce a numerosissimi utenti uno strumento fondamentale per l’istruzione, la formazione e il lavoro: dal Buono Scuola per la libertà di scelta educativa, alle varie forme di sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà nell’acquisto di materiale didattico, al premio per gli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati durante l’anno scolastico, fino ai voucher che garantiscono la possibilità di seguire corsi di formazione per disoccupati o inoccupati che vogliono rendersi “più spendibili” nel mercato del lavoro.

Per questi motivi la Regione si impegnerà ad una migliore selezione ed individuazione dei beneficiari e, laddove possibile, aumentare le dotazioni finanziarie, in particolare quelle legate al merito, e tenendo sempre in maggiore considerazione gli eventuali carichi familiari. Inoltre dovrà rafforzare i sistemi di accreditamento e di controllo dei soggetti coinvolti nell’offerta formativa per meglio concentrare le risorse a vantaggio degli utenti che ne hanno veramente bisogno.

FONTE: simonanorreri.com


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permalink | inviato da socialphinet il 22/2/2013 alle 10:13 | Versione per la stampa

Cinzia Bonfrisco, tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere

diario 21/2/2013

“Dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere”. La Senatrice Bonfrisco interviene per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato. Risorse per gli ammortizzatori sociali, aiuti alle imprese, abolizione dell’IMU sulla prima casa e tasse alte a chi porta il lavoro fuori dall’Italia.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 19 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Ma perché uno dovrebbe votare per Pdl e Lega di nuovo insieme? «Per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato, in riferimento soprattutto alla casa, da sempre nostro bene rifugio. E poi noi abbiamo la bandiera tricolore nel simbolo. Difendiamo l'Italia, altri no». Lo dice Cinzia Bonfrisco, 50 anni, senatrice uscente del Pdl, ricandidata al Senato. Quindi via l'Imu prima casa? Un'eccessiva tassazione non ha solo tolto soldi dalle tasche degli italiani, ma ha fatto perdere di valore le nostre case. Quindi abolire l'Imu prima casa e sui capannoni industriali. E tassare chi porta fuori il nostro lavoro delocalizzandolo, non chi resiste a lavorare in Italia. Obiettivi programmatici?

Difendere il lavoro dei veneti. Sarà necessario continuare a trovare le risorse degli ammortizzatori sociali, che noi abbiamo sempre garantito e Monti invece ha sempre ridotto. Vanno aiutate le imprese in questo momento a riprendere, grazie anche ai soldi che la Bce ha fornito alle banche, quel credito necessario a sviluppare ordini e lavorazioni, soprattutto riferiti all'export, ora non realizzabili per mancanza di finanziamenti. Sul versante fiscale quali proposte? La nostra è un'economia ancora viva, ma dobbiamo ridurre le tasse sul lavoro, non più sopportabili. Il ritrovato accordo fra Pdl e Lega non sa un po' di minestra riscaldata? Noi proponiamo un'alleanza che ha già dato risposte a dalla quale ci attendiamo comunque impegno e affidabilità.

In coerenza con il governo Berlusconi, come per il federalismo fiscale, interrotto da Monti, a partire proprio dall'esproprio delle tesorerie dai Comuni, tornate allo Stato centrale. Ora dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere. Se servisse dare stabilità al futuro governo, con chi potreste allearvi? La stabilità è primaria e chi ci lavora contro, come Giannino, Grillo o altri avventurieri della politica, fa un grande danno al Paese. Berlusconi comunque ha già detto che la riforma più importante è quella della Costituzione e dell'organizzazione dello Stato. Su questo siamo disponibili a ragionare di eventuali alleanze.

FONTE: L’Arena

Bonfrisco, Legambiente e impegno per la «bellezza del Paese»

diario 20/2/2013

Legambiente ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio. Tra le personalità presenti al dibattito tra Legambiente Verona e i candidati veronesi al Parlamento, la Senatrice Bonfrisco.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 16 febbraio 2013.

Senatrice Bonfrisco

Perché l’ambiente non è al centro dei programmi politico-elettorali? Perché la tutela del territorio e la difesa del verde non sono temi cardine dell’agenda di ogni candidato? Sono alcune delle domande che Legambiente Verona ha voluto girare ai candidati veronesi al Parlamento. Giovedì sera, al Centro Tommasoli di Borgo Venezia il presidente dell’associazione Legambiente Verona Lorenzo Albi ha chiesto ad alcuni candidati veronesi alle prossime elezioni politiche a che posto è l’ambiente all’interno dei loro programmi. «I dati parlano chiaro», ha esordito Albi introducendo la serata. «In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2010 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166% a fronte di un 28% di crescita demografica». Se il ddl già proposto dal Ministro delle politiche agricole Mario Catania a luglio 2012 si poneva l’obiettivo di far fronte all’annoso problema della cementificazione del suolo agricolo, la proposta avanzata da Legambiente vuole essere ancora più completa e più incisiva.

«Legambiente», ha spiegato ancora Albi di fronte ai cittadini intervenuti all’incontro, «ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro maltrattato Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio». Hanno preso la parola al dibattito i seguenti candidati: Stefano Valdegamberi candidato al collegio Camera 1 per l’Unione di Centro; la senatrice Cinzia Bonfrisco ricandidata al senato per il Pdl, Mattia Fantinati candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Michela Faccioli candidata per Sel nelle liste della Camera, Diego Zardini vincitore delle primarie veronesi del Pd e candidato per il Partito Democratico, Giovanna Negro, sindaco del Comune di Arcole e ricandidata per la Lega Nord alla Camera e infine Michele Dotti candidato per Rivoluzione Civile Lista Ingroia.

Il disegno di legge «per la bellezza» è composto da 10 articoli che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio, quella del paesaggio, il consumo del suolo e la gestione dei beni culturali. «La sregolatezza con cui il mercato si è imposto nei paesaggi urbani, nella pianura coltivata e negli ambiente montani», ha ricordato ai candidati il presidente Albi, «ha prodotto trasformazioni senza precedenti infliggendo vaste ferite sul paesaggio costruito così come in quello naturale. Ma altrettanto rilevante», ha evidenziato il presidente di Legambiente Verona, «è il tema sugli stili di vita, sui nostri quotidiani comportamenti che producono rifiuti. Ecco che il superamento del modello consumista dell’usa e getta diventa una priorità. la gestione del territorio e il modello di consumo», ha ricordato il presidente dell’associazione ambientalista, «sono i punti cardine sui quali Legambiente continuerà a chiedere, anche dopo le elezioni, l’impegno di tutti i soggetti politici».

FONTE: L’Arena

Bonfrisco: Incontro Anffas, Tenere fondo disabili più vicino ai cittadini

diario 20/2/2013

Un incontro caldo e partecipato quello organizzato al Palaplip dall'Anffas per discutere, con i candidati alla Camera e al Senato delle circoscrizioni del Veneto, i temi del sociale, dell'assistenza e delle “persone invisibili”. La senatrice Bonfrisco: “Dobbiamo ripensare al fondo per tenerlo più vicino al cittadino, ad esempio con l'assegno familiare”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Nuova Venezia del 17 febbraio 2013.

Senatrice Anna Bonfrisco

Un incontro caldo e partecipato quello organizzato al Palaplip dall'Anffas per discutere con i candidati alla Camera e al Senato delle circoscrizioni del Veneto i temi del sociale, dell'assistenza e delle "persone invisibili”.

Di fronte a più di 300 persone sono intervenuti Cinzia Bonfrisco per il Pdl, Laura Puppato per il Pd, Antonio De Poli per l'Udc, Augusto Rocchi per Rivoluzione Civile, Francesca Spolaore per il Movimento 5 Stelle, Rita Zanutel per il Sel, Alberto Toldo per la Lista Monti, Emanuele Prataviera per la Lega e Achille Santin per Fare (Lista Giannino) hanno risposto alle tante domande di chi si sente, o meglio, troppo spesso viene fatto sentire più debole. «La spesa sociale deve essere vista come investimento e non come un fondo perduto», ha sottolineato Rocchi, «per garantire uno stile di vita dignitosa a tutte queste persone». Per De Poli le attenzioni verso la politica alla persona e alla sua famiglia «sono valori e non colori di appartenenza. E sono mancati in questi anni in chi gestisce le politiche sociali, partendo dalla Regione. Dal 2008 sono stati cancellati dal governo i passi avanti fatti».

Nel concreto tutti i candidati concordano sul fatto che bisogna anche saper scegliere nei tagli, distinguere con coscienza i settori fondamentali da preservare. Zanutel ribadisce i tagli praticati e propone iniziative di verifica periodiche, a prescindere da chi sarà eletto: «Quando regrediscono i diritti delle persone disabili, regrediscono i diritti di tutti». Prataviera si augura che i soldi per il sociale e le cooperative vengano trattenuti dalle Regione, mentre per il candidato della Lista Monti, pur alla presenza di risorse deboli, l'impegno deve essere teso non tanto a difendere la cifra assoluta, ma quanto a trovare delle norme definitive di finanziamento, razionalizzando la spesa, ma senza intervenire contro i servizi alla persona.
Sulla stessa linea Puppato per la quale é necessario cambiare il paese anche con scelta di priorità diverse: «Meglio stanno certe categorie», ha detto la candidata Pd, «meglio sta il paese. L'Italia va ricostruita anche attraverso l'attuazione di un dispositivo per erogazione fondi al disabile. É necessaria una Carta di intenti che recuperi integralmente le disposizioni internazionali, identica su tutta la nazione: non carità, ma una forma di assistenza che ci sia sempre». Per Achille Santin esiste anche il problema di insegnanti impreparati davanti a disabilità diverse, che richiedono approcci diversi. Per Spolaor questo è il momento di non toccare i fondi alle persone svantaggiate quanto, invece, potenziare i servizi territoriali anche di supporto ai familiari.

La senatrice Bonfrisco ricorda la ricchezza della rete, «ma ora dobbiamo ripensare al fondo per tenerlo più vicino al cittadino, ad esempio con l'assegno familiare».

FONTE: Nuova Venezia

Briamonte: Equity swap. Non fu nascosta la verità al mercato

diario 19/2/2013

L'equity swap, ha sostenuto Michele Briamonte legale di Grande Stevens, era un contratto finanziario standard, che all'epoca dei fatti non aveva obblighi di comunicazione al mercato. Briamonte è inoltre tornato sulla questione costituzionale del ''ne bis in idem'', ovvero dell'impossibilità di essere giudicati due volte per gli stessi fatti.

Testo integrale dell’articolo apparso su Asca il 15 febbraio 2013.

Michele Briamonte

Non fu nascosta la verità al mercato. La difesa degli imputati Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, attualmente presidente d'onore di Exor, lo ha ribadito oggi nella seconda udienza del processo d'appello per aggiotaggio informativo sulla vicenda dell'equity swap che nel settembre 2005 consentì al gruppo Agnelli di mantenere il controllo della Fiat senza ricorrere a un'opa.

In particolare il processo si concentra sul comunicato che il 24 agosto del 2005, in risposta a un quesito della Consob, affermò che non erano state intraprese nè studiate iniziative per mantenere il controllo della Fiat. Non ci fu ''mimetizzazione o nascondimento'', dell'operazione al mercato e alla Consob, che è parte civile nel processo, ha sottolineato la difesa.

L'equity swap, ha sostenuto Michele Briamonte legale di Grande Stevens era un contratto finanziario standard, che all'epoca dei fatti non aveva obblighi di comunicazione al mercato. Anzi, hanno ricordato i legali della difesa, il comunicato fu comunque chiaro nel sottolineare che Ifil era intenzionata a mantenere la posizione di azionista di riferimento di Fiat.

Briamonte ha poi indicato una serie di mail e di fax che avvalorano il ruolo di consulente giuridico di Grande Stevens nella stesura del comunicato e non di autore, come invece sostenuto dal pm in udienza Giancarlo Avenati Bassi. Per Briamonte infatti le mail intercorse quel 24 agosto 2005 tra l'Ifil e Grande Stevens chiariscono in modo inequivocabile che il comunicato fu redatto in Ifil. Che ebbe prima una circolazione interna alla holding finanziaria alle 12.17 e poi arrivò per fax, alle 12.39, solo venti minuti più tardi quindi, a Grande Stevens che ''per la prima volta prende atto di questo comunicato stampa''. Dopo aver ricevuto il documento, ha ricostruito Briamonte, Grande Stevens si consultò in Consob, e fece le sue osservazioni, così che alle 15,54 il comunicato fu diffuso. Briamonte è poi tornato sulla questione costituzionale del ''ne bis in idem'', ovvero dell'impossibilità di essere giudicati due volte per gli stessi fatti in quanto sia Gabetti che Grande Stevens hanno subito per la stessa vicenda una sanzione amministrativa 'afflittiva' e pecuniaria.

Quanto a Gabetti, allora presidente Ifil, il suo legale Marco Ferrero ha ricordato che quando venne diffuso il comunicato ''non era certo che l'operazione con Merrill Lynch'', che con l'equity swap consentì il recupero delle azioni sufficienti a mantenere il controllo del Lingotto, sarebbe andata a buon fine: ''si anticipò uno scenario possibile, dicendo il massimo che si poteva comunicare a quella data''. Il 24 agosto infatti ''non vi era neanche un cenno ad obblighi contrattuali'' tra le parti. Di diverso avviso invece la Consob, il cui legale Manuela Di Lazzaro ha affermato che l'equity swap ''fu preordinato per evitare l'effetto diluitivo'' di Ifil in Fiat, e l'avvocato della famiglia Agnelli, Franzo Grande Stevens, ''ebbe un ruolo opaco'', istituendo ''attività di depistaggio'' nei confronti dell'attività di vigilanza della Consob. ''Se il mercato avesse saputo che le azioni Fiat, tramite Merrill Lynch, erano nella disponibilità di Ifil, il titolo del Lingotto non avrebbe registrato un -4 per cento in Borsa, ma -8, come poi successe a metà settembre quando fu comunicata l'operazione. Quindi il comunicato ha prodotto una stabilizzazione artificiosa del titolo Fiat'' ha concluso Di Lazzaro, chiedendo che i danni subiti, anche in termini di costi di istruttoria, molto più complicata di un'inchiesta standard, vengano liquidati direttamente dalla Corte d'Appello di Torino.

Prossima udienza con la prosecuzione delle arringhe difensive il prossimo 19 febbraio. Il 21 è attesa la sentenza.

FONTE: Asca

Anna Cinzia Bonfrisco: Donne in politica. La quota utile è la meritocrazia

diario 18/2/2013

Al salone della sede di Confindustria dall'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda (Aidda), confronto tra candidate e proposte trasversali ai partiti. In politica, la “quota” utile è la meritocrazia, serve parità anche nei salari. La Senatrice Bonfrisco “mondo ancora di soli uomini”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Il Giornale di Vicenza del 16 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

«Ma se anziché Lehman Brothers si fosse chiamato Lehman Sisters pensate che sarebbe successa la stessa cosa?». Una battuta facile facile, ma quella della senatrice pidiellina Cinzia Bonfrisco è la sintesi del pensiero trasversale femminile che mette nel mirino, con decisione sempre più crescente, i totem del potere maschile. Banche, in primis, «mondo ancora di soli uomini».

Fedeli alla vocazione e alla fama di praticità, determinate a cercare di cambiare le regole create dalla metà maschile del cielo, Francesca Businarolo (Movimento 5 Stelle), Ilaria Capua (Civica con Monti), Manuela Lanzarin (Lega Nord), Susanna Magnabosco (Fare per fermare il declino), Anna Bonfrisco (Pdl) e Alessandra Moretti (Pd) non perdono tempo in recriminazioni. Invitate nel salone della sede di Confindustria dall'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda (Aidda) guidata da Marisa Bano Roncato, si raccontano con semplicità, fanno squadra a prescindere dagli schieramenti e dai ruoli, si chiamano «ragazze», condividono l'emozione delle neofite, invocano la meritocrazia anche salariale, si ascoltano senza parlarsi sopra e soprattutto indicano le cose da fare.

Sapendo fin da ora che dovranno farle loro. Un pò massaie un pò imprenditrici - buon senso e senso di responsabilità - invocano una rivoluzione culturale e di pensiero che, a 100 anni dalla prima legge sulla gravidanza, sembra già in alcuni numeri lasciati cadere sapientemente sull'uditorio dalla moderatrice Cristina Greggio: dall'ultimo rilevamento Istat, che ricorda come in Veneto ci siano 95 uomini ogni 100 donne, fino alle proiezioni che parlano di 285 donne elette passando per il 55% di candidature femminili nel liste grilline. Il tutto “maschi permettendo”. Il monolite maschilista, del resto, qualche crepa la evidenzia. Come la legge Golfo-Mosca sulle “quote rosa" nei CdA delle aziende quotate e pubbliche, sebbene alla norma si accompagni una data di scadenza, 2022, che ha il sapore dell'inganno. O come l'aumento di rappresentanza femminile («ora siamo in tre» sorride ottimista la gianniniana e imprenditrice Magnabosco) nel consiglio della Popolare Vicentina. E se il vicesindaco Moretti invita a mantenere, una volta elette, lo sguardo critico su ciò che verrà fatto, Lanzarin ribadisce l'importanza della conciliazione dei tempi fra lavoro e famiglia. «Alla fine - sottolinea Capua - siamo noi che abbiamo il dono meraviglioso di poter dare la vita».

FONTE: Il Giornale di Vicenza

Briamonte: Ifil-Exor, il processo non deve svolgersi. Imputati già giudicati dalla Consob

diario 18/2/2013

L'avvocato Briamonte ha spiegato davanti alla Corte che «esiste un atto nuovo datato 24 gennaio 2013, con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo dichiara ricevibile il ricorso presentato da Franzo Grande Stevens sulla pretesa violazione» dell'articolo che predispone il principio per cui non si può procedere due volte per lo stesso fatto. «Eccepiamo dunque l'illegittimità costituzionale del processo» ha dichiarato Briamonte.

Michele Briamonte

Il processo ex Ifil-Exor non deve svolgersi perché gli imputati sono già stati giudicati dalla Consob e hanno già avuto una sanzione di tre milioni di euro e la Corte europea dei diritti dell'uomo stabilisce che un uomo non possa essere processato o condannato due volte per lo stesso fatto. È questa la richiesta della difesa di Franzo Grande Stevens, assistito dagli avvocati Cesare Zaccone e Michele Briamonte, a cui si sono associate le difese di Gianluigi Gabetti, rappresentato dagli avvocati Franco Coppi e Marco Ferrero, di Exor e della Accomandita Giovanni Agnelli, rappresentate dal legale Guglielmo Giordanengo.

L'avvocato Briamonte ha spiegato davanti alla Corte che «esiste un atto nuovo datato 24 gennaio 2013, con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo dichiara ricevibile il ricorso presentato da Franzo Grande Stevens sulla pretesa violazione» dell'articolo che predispone il principio per cui non si può procedere due volte per lo stesso fatto.

La Corte europea ha anche disposto, come da prassi, che il governo italiano trasmetta entro maggio le proprie deduzioni. «Eccepiamo dunque l'illegittimità costituzionale del processo» ha dichiarato il legale, che ha ricordato la sentenza Zolotti della Corte europea. Il caso era quello di un uomo ubriaco fermato da una guardia e sanzionato amministrativamente, per cui non venne poi celebrato il processo penale anche se chiesto dall'accusa. La sanzione della Consob «è di natura afflittiva, oltre ai 3 milioni di euro l'ente ha ordinato per gli imputati la sospensione dalla capacità di rivestire ruoli in società quotate», ha proseguito l'avvocato.

FONTE: La Presse


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permalink | inviato da socialphinet il 18/2/2013 alle 12:31 | Versione per la stampa