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Cinzia Bonfrisco: Ministro Balduzzi non neghi diritto di cura a Sofia

diario 11/3/2013

Staminali: Bonfrisco (Pdl), ministro Balduzzi non neghi diritto di cura a Sofia

"Sostengo l'appello dei genitori della piccola Sofia affetta da leucodistrofia affinchè il ministro Balduzzi non neghi il diritto di cura a Sofia e agli altri piccoli pazienti.

Esiste una legge italiana del 2006 per "l'utilizzo di medicinali nelle terapie geniche e terapie cellulari al di fuori di sperimentazioni cliniche" (Turco/Fazio). Dietro una legge ci dovrebbe sempre essere una motivazione profonda rivolta al bene dei cittadini; ed è proprio il caso della legge in questione, per dare una possibilità alle persone gravemente malate e in pericolo di vita, nell'attesa che la sperimentazione farmaceutica permetta a una terapia di essere legittimata come cura standardizzata. La piccola Sofia ha beneficiato di questa legge e gli Spedali Civili di Brescia, con l'approvazione dell'Agenzia Italina del Farmaco, hanno intrapreso questo percorso su diversi pazienti.

Bonfrisco

Ritengo che Lei, ministro, travisando lo spirito di questa legge stia, nei fatti, bloccando le terapie presso un ospedale pubblico Italiano a decine di malati.
I giudici del lavoro di tutta Italia, nella maggior parte dei casi che si sono a loro rivolti, hanno ripristinato la giusta interpretazione della legge. Purtroppo questo non è stato il caso di Sofia. Le sue dichiarazioni, ministro Balduzzi, al Corriere della Sera di oggi sono quanto mai ambigue e somigliano molto alla sua fuga attraverso le cucine dell'albergo dove i giornalisti delle Iene hanno tentato di intervistarLa.

Il giudice del Lavoro di Firenze ha già concesso alla famiglia di utilizzare staminali prodotte da laboratori autorizzati, ma la famiglia sa bene che è inutile e non intende seguire questa strada, poiché i risultati riportati da altri pazienti che hanno accettato questo percorso sono tutti negativi e ben documentati dagli ospedali che li hanno trattati.

Mi sembra quindi che il Suo finto intervento di sostegno alla piccola Sofia, non sono non è risolutivo, ma serve solo a Lei per lavarsi la coscienza di fronte a un imminente pericolo di vita che Sofia corre poiché le è stata interrotta una terapia che, benché agli esordi, aveva prodotto risultati certificati.
La negazione delle cure a Sofia, sulla base di un protocollo già approvato dall'ospedale, dal comitato etico dello stesso e che non ha mai provocato nessun effetto collaterale, rappresenta la negazione di un diritto.

Il diritto alla salute, caro ministro, sancito dalla Costituzione, non può essere negato dall'interpretazione volutamente restrittiva di una legge. Il caso di Sofia ha creato un'indignazione popolare. Nascondersi dietro il concetto di "sperimentazione clinica", quando si parla di terapie compassionevoli, è un modo di fuggire alle proprie responsabilità. Le sperimentazioni cliniche non sono contemplate nella legge del 2006 e in queste non rientra neppure la vita in pericolo della piccola Sofia e delle altre migliaia di persone che non hanno il tempo di aspettare. Lei può continuare a scappare dalle cucine, mi amareggia il fatto che Lei dopo aver passato l'intera vita a dirigere il ministero della Salute ne sia diventato anche il ministro tecnico, purtroppo anche con il mio voto. Mi amareggia ancora di più che Lei oggi è un parlamentare della Repubblica e molti italiani continueranno a pensare che tutti i parlamentari siano come Lei.

Le annuncio un'interrogazione parlamentare immediata che depositerò all'insediamento del nuovo Parlamento, affinché Lei possa venire a spiegare in Senato le ragioni del Suo pilatesco comportamento. Ma la avverto che il ristorante del Senato è chiuso e questa volta non potrà scappare dalla cucine". Così la sen. Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) componente dell'Ufficio di Presidenza del Senato.

FONTE: Agenzia Parlamentare

Bonfrisco: da Roma uno stanziamento per sostenere la lirica

diario 1/3/2013

L’Arena di Verona, da Roma arriva uno stanziamento governativo per sostenere la lirica. Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena. La Senatrice Bonfrisco esprime “grande soddisfazione per l'emendamento approvato”.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 20 dicembre 2012.

Arena Verona_Larena

Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l'ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. Proprio ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio.

Bonfrisco

Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell'8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest'anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni. La Provincia (socio dal 2008) con l'assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all'illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente».

I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d'accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest'ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime “grande soddisfazione per l'emendamento approvato”.

Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l'impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell'anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell'ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull'ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.

Nel 2011 sono andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all'estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.

L'incidenza dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz'altro aggiunto l'indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest'anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».

FONTE: L’Arena

Bonfrisco, Cna Verona: “Il credito dovrà per forza cambiare”

diario 27/2/2013

La Senatrice Cinzia Bonfrisco interviene all’incontro dei candidati veronesi con la Confederazione nazionale dell'artigianato, piccola e media impresa. “Il credito dovrà per forza cambiare” afferma la Senatrice Bonfrisco, “c'è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing”.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 22 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Costo del lavoro, peso fiscale e accesso al credito. Queste le priorità che dovranno essere inserite nell'agenda del prossimo governo secondo Angiolina Mignolli, presidente Cna Verona, Confederazione nazionale dell'artigianato, piccola e media impresa. E questi temi discussi dai candidati veronesi intervenuti all'incontro organizzato dalla Cna, a due giorni dalle elezioni.

«Le piccole e medie imprese sono il tessuto del Paese», riflette Mignolli, «ma nel 2012 ne abbiamo perse 10mila, oltre 2mila solo a Verona. La politica se ne deve occupare. Basta con le lamentele, vogliamo essere propositivi, instaurare un rapporto di collaborazione, per poter finalmente uscire da questa crisi». Per farlo, secondo i piccoli imprenditori, è necessario che venga reso più semplice l'accesso al credito e investire nella formazione. «Bisogna investire nella formazione», concorda Diego Zardini, candidato nelle file del Pd, «e nel reinserimento di chi ha perso il lavoro».

Concorde la senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl): «Il credito dovrà per forza cambiare».
Per il candidato Udc Stefano Valdegamberi la formazione professionale dà possibilità di sbocchi nel lavoro e non bisogna rinunciarci. «Il problema sono le banche», sostiene il leghista Matteo Bragantini, «devono dare fondi alle Pmi». Una proposta arriva dal candidato del Movimento 5 stelle, Fabio Pimazzoni: «Una banca di investimenti, strumento che ad oggi in Italia non esiste». «Il Pd punta ad abbattere il cuneo fiscale, per alleggerire il peso della tassazione sul lavoro. Da ridurre è anche la spesa pubblica», precisa Zardini.

Per Bonfrisco bisogna dire no ai tagli orizzontali: «C'è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing». Meno Stato e più impresa è la ricetta di Valdegamberi: «Liberalizzare e ridurre gli enti». Per Bragantini «in alcuni casi è stato il privato a non funzionare. Necessario un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici, adottare i costi standard e un vero federalismo». A favore del taglio delle Province il grillino Pimazzoni: «Consentirà una riorganizzazione. Il fisco deve essere amico con le grandi opere».

FONTE: L’Arena

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permalink | inviato da socialphinet il 27/2/2013 alle 19:38 | Versione per la stampa

Bonfrisco: Nella nostra provincia un voto di affezione e di responsabilità

diario 27/2/2013

Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi della Senatrice Bonfrisco del Pdl, uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità, vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale. Berlusconi ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato».

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 26 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Una rimonta che ha raddoppiato i voti, dal 14 previsto al 28 per cento a livello nazionale, arrivando nel Veronese al 20,5. Un segnale, anche alla Lega. È la tesi di Cinzia Bonfrisco, senatrice del Pdl uscente e confermata. «Nella nostra provincia si conferma che al Pdl e al Pd va un voto di affezione e di responsabilità», spiega. «Vuol dire che la maggior parte dei veronesi ha un progetto politico legato al territorio, ma anche di profilo nazionale.

Grillo? Ce lo aspettavamo, però il dato di Grillo fa pensare al fatto che tutti i voti della protesta siano finiti lì. Il voto leghista è quindi dentro il centrodestra e questo dobbiamo difenderlo. Perciò il voto ai leghisti liquida ogni avventura di tipo miniregionalista». E ora, però che succederà? «Per noi viva Berlusconi, che ha saputo trainare il centrodestra verso questo risultato. Alla Lega dico che l’aver continuato a logorare l’accordo con Berlusconi è stato un boomerang per il Carroccio veronese, perché Berlusconi ha preso i suoi voti, la Lega no. Quindi? La Lega va bene nel centrodestra.

Ogni avventura che qualcuno immagina con Passera o altri, non ha prospettiva». Ma quale è stato il segreto del risultato del risultato? «Berlusconi. Il quale, a parte Grillo che raggiunto percentuali strepitose, è il vero vincitore di queste elezioni. Era partito decisamente da sconfitto e il fatto che abbia ora la maggioranza relativa dei senatori dimostra che ha ottenuto un grande risultato». È il commento di Davide Bendinelli, consigliere regionale del Pdl, di cui è coordinatore cittadino». Della coalizione di centrodestra, però, oltre Pdl, Fratelli d’Italia, La Destra di Storace, Mir-Samorì e Partito Pensionati, fa parte anche la Lega, che però ha avuto, soprattutto in Veneto, un crollo di consensi. Eppure, soprattutto nella nostra regione, la Lega, e la base in particolare, non aveva gradito in larga parte il nuovo accordo con il Pdl. «Ma noi, quindi anche la Lega, abbiamo preso i voti per Berlusconi», spiega.

«Quello fra Lega e Pdl è un binomio vincente e quindi, invece che continuare a giocare a ping pong, bisogna ripartire con un progetto politico in grado di governare il Paese. Io non sono affatto convinto che la Lega abbia perso voti per noi, ma in parte per problemi interni, in parte perché i suoi elettori volevano quel federalismo che non si è mai realizzato e in parte perché i voti di protesta sono andati altrove. Andare ancora al voto? Io credo che chi è stato eletto debba trovare una quadratura del cerchio», conclude Bendinelli. «Tornare alle urne farebbe ridere gli italiani e gli Stati europei». Il Pdl comunque festeggia. Se alla vigilia della campagna elettorale veniva accreditato del 14 per cento, adesso fa i conti nelle urne con percentuali pari al doppio che portano la coalizione al testa a testa con il centrosinistra e catapultano di nuovo Berlusconi tra i protagonisti della scena politica. In città il dato risente del boom di Grillo, ma a livello veneto il Pdl ha tolto alla Lega lo scettro della coalizione. «A livello di partito siamo più che soddisfatti», dice il coordinatore regionale del Pdl Alberto Giorgetti, rieletto deputato, «sia perché recuperiamo il ruolo di leader nei confronti della Lega, sia perché Berlusconi ha dimostrato di avere ancora una forza straordinaria. Un ottimo risultato, che se avesse visto i moderati uniti, con Udc e Monti, ci avrebbe portato alla vittoria e a governare senza problemi. Adesso l’unica strada sono le larghe intese con il Pd».

FONTE: L’Arena


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permalink | inviato da socialphinet il 27/2/2013 alle 17:42 | Versione per la stampa

Cinzia Bonfrisco, tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere

diario 21/2/2013

“Dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere”. La Senatrice Bonfrisco interviene per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato. Risorse per gli ammortizzatori sociali, aiuti alle imprese, abolizione dell’IMU sulla prima casa e tasse alte a chi porta il lavoro fuori dall’Italia.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 19 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

Ma perché uno dovrebbe votare per Pdl e Lega di nuovo insieme? «Per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato, in riferimento soprattutto alla casa, da sempre nostro bene rifugio. E poi noi abbiamo la bandiera tricolore nel simbolo. Difendiamo l'Italia, altri no». Lo dice Cinzia Bonfrisco, 50 anni, senatrice uscente del Pdl, ricandidata al Senato. Quindi via l'Imu prima casa? Un'eccessiva tassazione non ha solo tolto soldi dalle tasche degli italiani, ma ha fatto perdere di valore le nostre case. Quindi abolire l'Imu prima casa e sui capannoni industriali. E tassare chi porta fuori il nostro lavoro delocalizzandolo, non chi resiste a lavorare in Italia. Obiettivi programmatici?

Difendere il lavoro dei veneti. Sarà necessario continuare a trovare le risorse degli ammortizzatori sociali, che noi abbiamo sempre garantito e Monti invece ha sempre ridotto. Vanno aiutate le imprese in questo momento a riprendere, grazie anche ai soldi che la Bce ha fornito alle banche, quel credito necessario a sviluppare ordini e lavorazioni, soprattutto riferiti all'export, ora non realizzabili per mancanza di finanziamenti. Sul versante fiscale quali proposte? La nostra è un'economia ancora viva, ma dobbiamo ridurre le tasse sul lavoro, non più sopportabili. Il ritrovato accordo fra Pdl e Lega non sa un po' di minestra riscaldata? Noi proponiamo un'alleanza che ha già dato risposte a dalla quale ci attendiamo comunque impegno e affidabilità.

In coerenza con il governo Berlusconi, come per il federalismo fiscale, interrotto da Monti, a partire proprio dall'esproprio delle tesorerie dai Comuni, tornate allo Stato centrale. Ora dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere. Se servisse dare stabilità al futuro governo, con chi potreste allearvi? La stabilità è primaria e chi ci lavora contro, come Giannino, Grillo o altri avventurieri della politica, fa un grande danno al Paese. Berlusconi comunque ha già detto che la riforma più importante è quella della Costituzione e dell'organizzazione dello Stato. Su questo siamo disponibili a ragionare di eventuali alleanze.

FONTE: L’Arena

Bonfrisco, Legambiente e impegno per la «bellezza del Paese»

diario 20/2/2013

Legambiente ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio. Tra le personalità presenti al dibattito tra Legambiente Verona e i candidati veronesi al Parlamento, la Senatrice Bonfrisco.

Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 16 febbraio 2013.

Senatrice Bonfrisco

Perché l’ambiente non è al centro dei programmi politico-elettorali? Perché la tutela del territorio e la difesa del verde non sono temi cardine dell’agenda di ogni candidato? Sono alcune delle domande che Legambiente Verona ha voluto girare ai candidati veronesi al Parlamento. Giovedì sera, al Centro Tommasoli di Borgo Venezia il presidente dell’associazione Legambiente Verona Lorenzo Albi ha chiesto ad alcuni candidati veronesi alle prossime elezioni politiche a che posto è l’ambiente all’interno dei loro programmi. «I dati parlano chiaro», ha esordito Albi introducendo la serata. «In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2010 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166% a fronte di un 28% di crescita demografica». Se il ddl già proposto dal Ministro delle politiche agricole Mario Catania a luglio 2012 si poneva l’obiettivo di far fronte all’annoso problema della cementificazione del suolo agricolo, la proposta avanzata da Legambiente vuole essere ancora più completa e più incisiva.

«Legambiente», ha spiegato ancora Albi di fronte ai cittadini intervenuti all’incontro, «ha presentato un disegno di legge sulla bellezza del nostro maltrattato Paese. Una proposta per fare della prossima legislatura un occasione di cambiamento. La bellezza come tema importante di scelte concrete e la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio». Hanno preso la parola al dibattito i seguenti candidati: Stefano Valdegamberi candidato al collegio Camera 1 per l’Unione di Centro; la senatrice Cinzia Bonfrisco ricandidata al senato per il Pdl, Mattia Fantinati candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Michela Faccioli candidata per Sel nelle liste della Camera, Diego Zardini vincitore delle primarie veronesi del Pd e candidato per il Partito Democratico, Giovanna Negro, sindaco del Comune di Arcole e ricandidata per la Lega Nord alla Camera e infine Michele Dotti candidato per Rivoluzione Civile Lista Ingroia.

Il disegno di legge «per la bellezza» è composto da 10 articoli che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio, quella del paesaggio, il consumo del suolo e la gestione dei beni culturali. «La sregolatezza con cui il mercato si è imposto nei paesaggi urbani, nella pianura coltivata e negli ambiente montani», ha ricordato ai candidati il presidente Albi, «ha prodotto trasformazioni senza precedenti infliggendo vaste ferite sul paesaggio costruito così come in quello naturale. Ma altrettanto rilevante», ha evidenziato il presidente di Legambiente Verona, «è il tema sugli stili di vita, sui nostri quotidiani comportamenti che producono rifiuti. Ecco che il superamento del modello consumista dell’usa e getta diventa una priorità. la gestione del territorio e il modello di consumo», ha ricordato il presidente dell’associazione ambientalista, «sono i punti cardine sui quali Legambiente continuerà a chiedere, anche dopo le elezioni, l’impegno di tutti i soggetti politici».

FONTE: L’Arena

Bonfrisco: Incontro Anffas, Tenere fondo disabili più vicino ai cittadini

diario 20/2/2013

Un incontro caldo e partecipato quello organizzato al Palaplip dall'Anffas per discutere, con i candidati alla Camera e al Senato delle circoscrizioni del Veneto, i temi del sociale, dell'assistenza e delle “persone invisibili”. La senatrice Bonfrisco: “Dobbiamo ripensare al fondo per tenerlo più vicino al cittadino, ad esempio con l'assegno familiare”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Nuova Venezia del 17 febbraio 2013.

Senatrice Anna Bonfrisco

Un incontro caldo e partecipato quello organizzato al Palaplip dall'Anffas per discutere con i candidati alla Camera e al Senato delle circoscrizioni del Veneto i temi del sociale, dell'assistenza e delle "persone invisibili”.

Di fronte a più di 300 persone sono intervenuti Cinzia Bonfrisco per il Pdl, Laura Puppato per il Pd, Antonio De Poli per l'Udc, Augusto Rocchi per Rivoluzione Civile, Francesca Spolaore per il Movimento 5 Stelle, Rita Zanutel per il Sel, Alberto Toldo per la Lista Monti, Emanuele Prataviera per la Lega e Achille Santin per Fare (Lista Giannino) hanno risposto alle tante domande di chi si sente, o meglio, troppo spesso viene fatto sentire più debole. «La spesa sociale deve essere vista come investimento e non come un fondo perduto», ha sottolineato Rocchi, «per garantire uno stile di vita dignitosa a tutte queste persone». Per De Poli le attenzioni verso la politica alla persona e alla sua famiglia «sono valori e non colori di appartenenza. E sono mancati in questi anni in chi gestisce le politiche sociali, partendo dalla Regione. Dal 2008 sono stati cancellati dal governo i passi avanti fatti».

Nel concreto tutti i candidati concordano sul fatto che bisogna anche saper scegliere nei tagli, distinguere con coscienza i settori fondamentali da preservare. Zanutel ribadisce i tagli praticati e propone iniziative di verifica periodiche, a prescindere da chi sarà eletto: «Quando regrediscono i diritti delle persone disabili, regrediscono i diritti di tutti». Prataviera si augura che i soldi per il sociale e le cooperative vengano trattenuti dalle Regione, mentre per il candidato della Lista Monti, pur alla presenza di risorse deboli, l'impegno deve essere teso non tanto a difendere la cifra assoluta, ma quanto a trovare delle norme definitive di finanziamento, razionalizzando la spesa, ma senza intervenire contro i servizi alla persona.
Sulla stessa linea Puppato per la quale é necessario cambiare il paese anche con scelta di priorità diverse: «Meglio stanno certe categorie», ha detto la candidata Pd, «meglio sta il paese. L'Italia va ricostruita anche attraverso l'attuazione di un dispositivo per erogazione fondi al disabile. É necessaria una Carta di intenti che recuperi integralmente le disposizioni internazionali, identica su tutta la nazione: non carità, ma una forma di assistenza che ci sia sempre». Per Achille Santin esiste anche il problema di insegnanti impreparati davanti a disabilità diverse, che richiedono approcci diversi. Per Spolaor questo è il momento di non toccare i fondi alle persone svantaggiate quanto, invece, potenziare i servizi territoriali anche di supporto ai familiari.

La senatrice Bonfrisco ricorda la ricchezza della rete, «ma ora dobbiamo ripensare al fondo per tenerlo più vicino al cittadino, ad esempio con l'assegno familiare».

FONTE: Nuova Venezia

Anna Cinzia Bonfrisco: Donne in politica. La quota utile è la meritocrazia

diario 18/2/2013

Al salone della sede di Confindustria dall'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda (Aidda), confronto tra candidate e proposte trasversali ai partiti. In politica, la “quota” utile è la meritocrazia, serve parità anche nei salari. La Senatrice Bonfrisco “mondo ancora di soli uomini”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Il Giornale di Vicenza del 16 febbraio 2013.

Anna Bonfrisco

«Ma se anziché Lehman Brothers si fosse chiamato Lehman Sisters pensate che sarebbe successa la stessa cosa?». Una battuta facile facile, ma quella della senatrice pidiellina Cinzia Bonfrisco è la sintesi del pensiero trasversale femminile che mette nel mirino, con decisione sempre più crescente, i totem del potere maschile. Banche, in primis, «mondo ancora di soli uomini».

Fedeli alla vocazione e alla fama di praticità, determinate a cercare di cambiare le regole create dalla metà maschile del cielo, Francesca Businarolo (Movimento 5 Stelle), Ilaria Capua (Civica con Monti), Manuela Lanzarin (Lega Nord), Susanna Magnabosco (Fare per fermare il declino), Anna Bonfrisco (Pdl) e Alessandra Moretti (Pd) non perdono tempo in recriminazioni. Invitate nel salone della sede di Confindustria dall'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda (Aidda) guidata da Marisa Bano Roncato, si raccontano con semplicità, fanno squadra a prescindere dagli schieramenti e dai ruoli, si chiamano «ragazze», condividono l'emozione delle neofite, invocano la meritocrazia anche salariale, si ascoltano senza parlarsi sopra e soprattutto indicano le cose da fare.

Sapendo fin da ora che dovranno farle loro. Un pò massaie un pò imprenditrici - buon senso e senso di responsabilità - invocano una rivoluzione culturale e di pensiero che, a 100 anni dalla prima legge sulla gravidanza, sembra già in alcuni numeri lasciati cadere sapientemente sull'uditorio dalla moderatrice Cristina Greggio: dall'ultimo rilevamento Istat, che ricorda come in Veneto ci siano 95 uomini ogni 100 donne, fino alle proiezioni che parlano di 285 donne elette passando per il 55% di candidature femminili nel liste grilline. Il tutto “maschi permettendo”. Il monolite maschilista, del resto, qualche crepa la evidenzia. Come la legge Golfo-Mosca sulle “quote rosa" nei CdA delle aziende quotate e pubbliche, sebbene alla norma si accompagni una data di scadenza, 2022, che ha il sapore dell'inganno. O come l'aumento di rappresentanza femminile («ora siamo in tre» sorride ottimista la gianniniana e imprenditrice Magnabosco) nel consiglio della Popolare Vicentina. E se il vicesindaco Moretti invita a mantenere, una volta elette, lo sguardo critico su ciò che verrà fatto, Lanzarin ribadisce l'importanza della conciliazione dei tempi fra lavoro e famiglia. «Alla fine - sottolinea Capua - siamo noi che abbiamo il dono meraviglioso di poter dare la vita».

FONTE: Il Giornale di Vicenza

Bonfrisco Meeting Cida, serve un profondo rinnovamento della Repubblica

diario 18/2/2013

Confronto con i candidati veneti di diversi schieramenti, proposte Cida, dalla competitività al welfare, dall’accesso al credito per le imprese, al costo del lavoro e alla riduzione della burocrazia, dall’equità nei sacrifici e nei diritti, alla revisione della spesa pubblica, per far ripartire il Paese. “Condivido e faccio mie le vostre proposte – ha sottolineato la Senatrice Bonfrisco PdL – senza dimenticare un profondo rinnovamento della Repubblica”.

Testo integrale dell’articolo apparso su Il Gazzettino di Padova del 14 febbraio 2013.

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Affollato meeting ieri sera allo Sheraton organizzato dal Cida, rappresentanza unitaria dei manager del pubblico e del privato, che ha incontrato i candidati veneti di diversi schieramenti. Elga Fazian, Silvia Sanseverino e Fulvio Orselli hanno illustrato agli aspiranti deputati il programma della Cida che vorrebbero vedere accolto dal prossimo governo. Una serie di richieste che hanno spaziato dalla competitività al Walfare, dalla sanità all’istruzione toccando i diversi punti ritenuti indispensabile per far ripartire il Paese.

Tra questi l’accesso al credito per le imprese, il costo del lavoro, la riduzione della burocrazia, equità nei sacrifici e nei diritti, revisione e razionalizzazione della spesa pubblica riqualificazione dell’istruzione di tutti i gradi. “Molte cose dette saranno condivise da tutti, si è forse parlato poco del grande perso della pubblica amministrazione e del debito pubblico- ha affermato Massimo Bitonci Lega – ma il grande compito di chi andrà ad amministrare saranno i tagli”.

Per il PD Alessandra Moretti ha detto: “Se c’è sinergia tra chi fa politica e chi ha in mano aziende pubbliche e private si ottiene una visione a lungo termine e quindi positiva. Le prossime elezioni potrebbero rappresentare la svolta per il Paese”. “Condivido e faccio mie le vostre proposte – ha sottolineato Anna Cinzia Bonfrisco PdL – senza dimenticare un profondo rinnovamento della Repubblica”. “Tutto quello che è stato affermato nel programma Cida è un grande progetto di riforma sostanziale dello Stato – ha osservato Giorgio Conte FLI – la crisi non incide solo sulle classi più disagiate ma anche sui manager, oggi però il tema non sono le promesse varie, la parola d’ordine è credibilità e affidabilità”. “C’è bisogno di managerialità nella politica, competenza e concretezza per far ripartire l’Italia – ha risposto Davide Merigliano Fare per Fermare il Declino – siamo stanchi di troppo Stato, troppe tasse, per ripartire fondamentale è il merito e noi abbiamo gli stessi vostri programmi”.

FONTE: Il Gazzettino di Padova

Bonfrisco: Autotrasporto, difendiamo le imprese italiane

diario 15/2/2013

“La legge sui costi minimi sarebbe stata diversa se ci fosse stata condivisione tra autotrasporto e committenza. Non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento del legislatore. (…) Mi sento di difendere il nostro sistema e le imprese italiane”. Lo ha dichiarato la Senatrice Bonfrisco nel corso del convegno su Legalità Concorrenza e Sicurezza per l’Autotrasporto organizzato da Confindustria che si sta svolgendo a Roma.

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“La legge sui costi minimi sarebbe stata diversa se ci fosse stata condivisione tra autotrasporto e committenza. Non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento del legislatore”. Lo ha dichiarato la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco(Pdl) nel corso del convegno su Legalità Concorrenza e Sicurezza per l’Autotrasporto organizzato da Confindustria che si sta svolgendo a Roma.

“L’impegno a sostenere le iniziative anti dumping era già stato preso dai governi precedenti al nostro ed è strio portato avanti con passione e competenza dal precedente esecutivo dall’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino. Di fronte alla relazione presentata oggi che mette in evidenza le specificità del sistema italiano rispetto agli altri paesi europei, io mi sento di difendere il nostro sistema e le imprese italiane”.

L’intervento della Bonfrisco ha seguito quello di Enrico Letta (Pd) che ha parlato della necessità di ridurre le tasse sul lavoro e il cuneo fiscale e di garantire e tracciabilità nei pagamenti per l’autotrasporto. Sui costi minimi Letta ha ribadito che c’è bisogno di un accordo tra le parti in mancanza del quale la mediazione del governo non può che tener conto di tutti gli interessi in gioco. A favore delle liberalizzazioni invece Luciano Ciocchetti, candidato dell’Udc, per il quale i costi minimi sono una logica da superare perché al di fuori di ogni sana competenza, mentre Andrea Gibelli, Lega Nord, ha parlato della necessità di sostenere le piccole imprese e di combattere la concorrenza straniera sleale.
FONTE: Trasporti-Italia