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Terna, guidata da Flavio Cattaneo, rilancia la strategia di investimenti

diario 22/3/2012

Bilancio 2011 in crescita, ok a piano da 4,1 mld per la rete e 1,9 mld su new business. Flavio Cattaneo: nuova politica dividendi darà ancora soddisfazione ad azionisti

L'ipotesi di una fusione con Snam resta sullo sfondo sebbene il mercato si attendesse lumi dopo le voci delle ultime settimane. Per il momento, però, Terna risponde con i risultati e con un piano di investimenti da 6 miliardi di euro da qui al 2016: 4,1 miliardi per la sicurezza e l'ammodernamento della rete, 1,9 miliardi per le attività non tradizionali (di cui un miliardo per i sistemi di accumulo di batterie).


Nonostante la crisi e il salasso imposto dalla Robin Tax – compensato soprattutto grazie a 270 milioni di plusvalenze assicurate dal fotovoltaico –, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo è riuscito a confermare un dividendo 2011 di 21 centesimi in linea con l'esercizio precedente. «Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente – ha spiegato ieri l'ad illustrando i conti 2011 e il nuovo piano strategico con il presidente Luigi Roth – efficienza, sicurezza e minor costo per il sistema elettrico e creazione di valore per gli azionisti sono i driver dell'azione futura». Una strategia che dovrebbe assicurare una buona remunerazione anche nel 2012, quando Terna prevede una cedola base di 19 centesimi di euro per azione, cui si aggiungerà il 60% di pay-out dai risultati delle attività non tradizionali.

Nel frattempo la società – che ieri ha chiuso in Borsa con un +1,58% e ha raccolto la conferma del rating "A3" da parte di Moody's – ha archiviato il 2011 con ricavi in crescita del 2,9 per cento (1,63 miliardi di euro), e un Ebitda pari a 1,23 miliardi (+4,7%). Con una marginalità che passa dal 73,9% del 2010 al 75,2 dello scorso anno. La Robin tax, come detto, ha rallentato la corsa di Terna impattando sull'utile netto delle attività continuative pari a 327,3 milioni di euro (465,1 milioni nel 2010). Mentre l'utile netto adjusted - depurato dagli effetti fiscali della manovra correttiva bis - si è attestato sui 465,3 milioni di euro, in crescita di 5,2 milioni rispetto all'esercizio precedente (+1,1%).

Risultati raggiunti senza incrementare troppo l'indebitamento finanziario netto che ha raggiunto a fine 2011 il tetto dei 5,12 miliardi di euro (erano 4,72 miliardi l'anno prima). L'obiettivo è chiaro: rafforzare la struttura finanziaria del gruppo che può contare su 2,5 miliardi di euro di liquidità e sul buon riscontro dei suoi bond (l'ultimo, da 1,25 miliardi di euro, a metà febbraio). Così Cattaneo esclude per ora aumenti di capitale. «Non ho intenzione di farli, se dovessi farli avviserò il mercato». Gli impegni - Terna ha in scadenza 70 milioni di euro nel 2012-2013 e 700 milioni nel 2014 – sono stati coperti tanto che l'ad ribadisce che «non abbiamo necessità di rifinanziamento fino alla fine del 2015».

Quanto al futuro, la società non disdegnerà opportunità di investimento in Italia e all'estero solo se, ha chiarito Cattaneo, «creeranno valore per gli azionisti e saranno strategiche per il Paese e il sistema». La parola d'ordine quindi è prudenza. Anche sul versante della cessione di asset, ventilata nel piano per aumentare la flessibilità finanziaria. «È un'opzione che Terna può attivare per migliorare il proprio investimento – precisa ancora l'ad – un'opportunità che sarebbe poco intelligente non cogliere se si dovessero verificare le condizioni non solo economiche ma anche della rete di trasmissione». Cattaneo però non si sbilancia, lascia intendere che il meccanismo potrebbe essere quello del "lease back": cedere cioè la proprietà finanziaria, mantenendo però in capo a Terna la responsabilità operativa e la gestione delle attività. Ma il manager non fornisce numeri (anche se, davanti agli analisti, il cfo Giuseppe Saponaro aveva quantificato fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro l'importo di asset cedibili). «La cifra – rimarca Cattaneosarà quella più confacente alla possibilità di nuovi investimenti e più accrescitiva per gli azionisti».

E le possibili nozze Snam-Terna? «No comment», dice l'ad davanti agli analisti. E, a chi gli chiede poi come valuta le affermazioni dell'ad di Snam, Carlo Malacarne («la fusione tra le due società non ha senso»), risponde così. «Non intendiamo commentare notizie su questo tema. Non ci sembra corretto rispondere».

Fonte: Sole24Ore

Terna: Flavio Cattaneo, 2012 partito bene, avremo altro anno in crescita(Corriere.it)

diario 20/3/2012

Terna: Flavio Cattaneo, 2012 partito bene, avremo altro anno in crescita. Efficienza e creazione di valore i driver della nostra azione

Terna compensa la Robin Hood tax con le attività non tradizionali e chiude il bilancio 2011 con un utile netto adjusted in crescita dell'1,1% a 465,3 milioni. Il dividendo complessivo per lo scorso esercizio è invariato a 21 centesimi per azione: il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha già pagato un acconto di 8 centesimi, i restanti 13, se approvati dall'assemblea, andranno in stacco il 16 giugno e in pagamento il 21.

“Abbiamo superato un anno di crisi in modo molto soddisfacente” ha commentato Cattaneo aggiungendo: “Congiuntura negativa e Robin Hood tax hanno pesato molto, ma per il settimo anno consecutivo i nostri risultati sono stati comunque positivi grazie a una strategia preventiva sul business non tradizionale e non regolamentato, l'innovazione e la tecnologia. Strategia che crescerà anche nei prossimi anni”.

In questo contesto, la nuova politica dei dividendi prevede, a partire dal 2012, una cedola base di 19 centesimi di euro per azione dalle attività tradizionali; a questa si aggiungerà il 60% di pay out derivante dal contributo dei risultati delle attività non tradizionali.
Nel piano strategico 2012-2016, sono previsti investimenti fino a 6 miliardi di euro. Nei prossimi 5 anni, infatti, Terna prevede di investire fino a 4,1 miliardi nelle attività tradizionali per la sicurezza e sviluppo della rete elettrica e fino a 1,9 miliardi per le attività non tradizionali. Di questi fino a un miliardo sarà investito per la realizzazione di sistemi di accumulo a batterie per la rete, gli altri 900 milioni saranno destinati a progetti in attività non regolamentate.
Alla fine del piano industriale, il margine ebitda sarà superiore all'80% contro il target del 78% del piano 2011. L'aumento dei ricavi e il controllo dei costi si tradurrà in un ebitda cumulato negli anni di piano in crescita del 19% circa rispetto al precedente piano: la crescita annuale media dell'ebitda passerà dal 5 al 7,5 per cento.
Per aumentare la propria flessibilità finanziaria Terna “potrebbe eventualmente valutare la cessione di un gruppo di asset per reinvestire i proventi in nuovi investimenti di sviluppo, senza mettere a rischio nel lungo termine la stabilità della struttura del capitale”. Dal 1 aprile 2012, la distinzione tra attività tradizionali e non, si rifletterà su un nuovo assetto operativo che prevede due società dipendenti dalla holding: "Terna rete Italia" si occuperà delle attività di trasmissione e dispacciamento, "Terna Plus" sarà focalizzata sulle attività non tradizionali sia in Italia che all'estero.

Fonte: Repubblica Economia e Finanza

Terna, Flavio Cattaneo, 20 milioni di investimenti per l’ammodernamento della centrale di Cardano

diario 5/3/2012

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, conclude le attività di ammodernamento. Struttura completamente operativa

BOLZANO. Si sono concluse le attività di rinnovamento della stazione elettrica di Cardano. Dopo oltre due anni e mezzo di lavori, la struttura è oggi completamente operativa nel nuovo assetto definitivo. Per l’ammodernamento, consistito nella ricostruzione e ampliamento del precedente impianto, Terna ha investito oltre 20 milioni di euro. La stazione elettrica di Cardano occupa un’area di 10mila metri quadrati. È collegata all’omonima centrale di proprietà della società Se Hydropower, della potenza di 180 MW e ha il compito di raccogliere e immettere in rete l’energia idroelettrica prodotta nel Nord-Est dell’Alto Adige, garantendo l’alimentazione della rete ferroviaria del Brennero e quella della Val Pusteria. I lavori si sono resi necessari per meglio garantire proprio l’alimentazione dei carichi energetici della città di Bolzano: la ricostruzione dell’impianto ha consentito di superare le difficoltà di manutenzione, dovute alla vetustà della precedente struttura. Alla nuova stazione elettrica saranno successivamente raccordate le due linee elettriche in alta tensione Brunico-Bolzano e Bolzano-Bressanone (ancora in fase di autorizzazione presso la Provincia di Bolzano).

FONTE: Alto Adige