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Bonfrisco Onorificenza Caduti: consegna al sindaco di Soave medaglia del Senato

diario 6/2/2013

Soave, si incontrano centinaia di persone tra reduci, politici, militari, bambini, ragazzi, in ricordo dei 120 mila morti della Campagna di Russia. I piccoli della prima elementare della Ippolito Nievo di Soave hanno portato in omaggio dei garofani. Il presidente Schifani ha inviato al sindaco la medaglia del Senato, consegnata dalla Senatrice Bonfrisco.

Bonfrisco Onorificenza ai Caduti

Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 13 gennaio 2013.

È stato più che un pellegrinaggio, un meeting di centinaia di persone tra reduci, politici, militari, bambini, ragazzi, labari e porta bandiera di gruppi ed associazioni da tutta la provincia, nel ricordo dei 120 mila morti della Campagna di Russia. Tante divise: marinai, carabinieri, avieri, esercito, alpini, soprattutto i cappelli alpini. L'Associazione Marinai d'Italia ha sfilato con uno striscione con su scritto: «Salviamo i marinai della San Marco». Gli alunni di prima elementare della Ippolito Nievo di Soave hanno tenuto un garofano in mano, per poi deporlo sull'ara dei dispersi. Quelli più grandicelli avevano la bandierina tricolore in mano, con su scritto: «W gli alpini». Le penne nere avvolte da un giubbino tricolore dell'Ana e il gagliardetto della sezione in mano.

Ad aprire il corteo che ha sfilato dal monumento a Borgo Covergnino sono stati gli studenti delle quinte superiori dell'Istituto per ragionieri e geometri Luciano Dal Cero di San Bonifacio e gli alunni delle terze della scuola media Benedetto Dal Bene di Soave. Dietro i ragazzi, la banda alpina Città di Caldiero, che ha scandito la cerimonia ufficiale a suon di marce e fanfare. Dietro la banda, il gonfalone della Città di Verona portato da due agenti di polizia locale in alta uniforme e poi i gonfaloni del Comune di Soave, quello della Provincia e il gonfalone del Rotary Club distretto Verona – Soave. Il sindaco Gambaretto ha mostrato la medaglia che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Comune di Soave per il monumento.

La Senatrice Bonfrisco ha consegnato al sindaco la medaglia del Senato inviata dal presidente Renato Schifani. Il sottosegretario Gianluigi Magri ha onorato Soave, consegnando al sindaco l'emblema del ministero della Difesa. A sua volta, il sindaco ha consegnato a Magri una targa ricordo del Comune e il volume con la storia di Soave. Nell'atrio di ingresso dell'auditorium della sede Rocca Sveva della Cantina di Soave, dove si è tenuta la commemorazione, è stata allestita una mostra con i disegni dei ragazzi delle medie Dal Bene, sul tema della pace. «Viva la pace» il grido che ha concluso il quarto pellegrinaggio lanciato dal reduce Desiderio Murari.

FONTE: L’Arena

Bonfrisco: Testo integrale lettera a Van Rompuy

diario 5/2/2013

Su iniziativa della senatrice Bonfrisco e dei parlamentari Emma Bonino, Paola Concia, Sandro Gozi e Francesca Marinaro, decine e decine di deputati e senatori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli, assieme ad eminenti personalità italiane ed europee, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy in merito alla nomina di un nuovo membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.

Anna Cinzia Bonfrisco pari opportunità

Testo integrale della lettera inviata al Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy pubblicata su ilsitodelledonne.it.

Signor Presidente, Roma- Parigi-Berlino-Madrid, 19 novembre 2012
la nomina da parte del Consiglio europeo di un membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, in base alla procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, merita un’attenzione particolare se, attraverso tale nomina, gravi aspetti di legittimità democratica vengono messi a rischio, provocando così un divario sempre più ampio tra istituzioni e cittadini europei.

In primo luogo, si tratta di mettere in atto un elemento essenziale dei valori stabiliti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea che fa riferimento ad una società caratterizzata dall’uguaglianza tra uomo e donna, ulteriormente rafforzato dall’impegno dell’Unione nella promozione di questa uguaglianza dall’articolo 3 e dall’attuazione di questo principio dall’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Questi valori sono confermati dall’articolo 23 della Carta come legalmente vincolanti per le istituzioni dell’Unione nonché per gli Stati membri nell’attuazione di norme derivanti dal diritto comunitario.

Come Lei sa, oltre alle prescrizioni previste dai Trattati, questo principio è stato alla base di un numero importante di decisioni della Corte di Giustizia che ne ha fatto uno dei perni della società europea e, di tutta evidenza, anche se il Consiglio europeo decidesse di nominare una donna tra i sei membri del Comitato esecutivo, questo principio non sarebbe che marginalmente rispettato.

Ma il conflitto aperto tra i due rami dell’autorità decisionale va ben oltre la questione del principio di uguaglianza tra uomo e donna e assume un significato istituzionale maggiore alla vigilia di dibattiti fondamentali sull’avvenire dell’Europa. Pertanto, sarebbe inaccettabile se questo conflitto venisse chiuso con un atto di arroganza da parte del Consiglio dell’Unione, poi ratificato da una maggioranza dei membri del Consiglio europeo.

Si tratterebbe in questo caso di un atto di grave mancanza di considerazione nei confronti della democrazia rappresentativa e siamo convinti che la Commissione europea, da parte sua, nel suo ruolo di custode dei Trattati e quindi di sorvegliante della corretta applicazione del diritto dell’Unione, ed essendo da sempre molto attenta al rapporto di fiducia con il Parlamento europeo, non farà mancare il proprio sostegno all’azione dei deputati europei.

Per quanto ci riguarda, indirizzeremo una comunicazione urgente ai nostri rispettivi governi per chiedere loro di non associare il proprio voto ad una decisione che va contro il parere del Parlamento europeo concorrendo, ove necessario, a creare una minoranza di blocco.

Le chiediamo dunque di avviare subito un dialogo costruttivo con il Parlamento europeo al fine di trovare un accordo sulla nomina di una personalità femminile con riconosciuta autorità ed esperienza professionale nel settore monetario e bancario.

Distinti saluti

FONTE: Ilsitodelledonne.it

Bonfrisco prima firmataria della lettera a Van Rompuy per le Pari Opportunità

diario 3/2/2013

Su iniziativa dei parlamentari Anna Bonfrisco, Emma Bonino, Paola Concia, Sandro Gozi e Francesca Marinaro, decine e decine di deputati e senatori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli, assieme ad eminenti personalità italiane ed europee, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio europeo – e per conoscenza ai Presidenti Draghi, Barroso e Schultz – e una comunicazione ai rispettivi Premier (Monti, Hollande, Merkel e Rajoy), in merito alla nomina di un nuovo membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.

Anna Bonfrisco

Testo integrale dell’articolo apparso su ilsitodelledonne.it del 20 novembre 2012.

Al prossimo Consiglio europeo del 22 e 23 novembre una ulteriore ferita rischia di essere inferta al già delicato equilibrio dei poteri tra i due rami del potere decisionale dell’Unione europea, minando la legittimità democratica dell’Unione e provocando un divario sempre più ampio tra istituzioni e cittadini europei.

Il Presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha deciso di ignorare il parere del Parlamento europeo di candidare una donna nel Comitato esecutivo della Banca centrale europea –
parere che ottemperava a precisi obblighi di parità uomo-donna sanciti dai Trattati – avviando la procedura di nomina del candidato lussemburghese Yves Mersch, procedura per il momento bloccata grazie ad un veto del governo spagnolo.

Oltre alle prescrizione previste dai Trattati, il principio di uguaglianza uomo-donna è stato alla base di un numero importante di decisioni della Corte di Giustizia europea e, di tutta evidenza, anche se il Consiglio europeo dovesse nominare una donna tra i sei membri del Comitato esecutivo, questo principio non sarebbe che marginalmente rispettato.

Ma il conflitto aperto tra i due rami dell’autorità decisionale a livello comunitario va ben oltre la questione del principio di uguaglianza tra uomo e donna e assume un significato istituzionale maggiore alla vigilia di dibattiti fondamentali sull’avvenire dell’Europa. Pertanto, sarebbe inaccettabile se questo conflitto venisse chiuso con un atto di arroganza da parte del Consiglio dell’Unione, poi ratificato da una maggioranza dei membri del Consiglio europeo.

Si tratterebbe in questo caso di un atto di grave mancanza di considerazione nei confronti della democrazia rappresentativa e siamo convinti che, da parte sua, la Commissione europea, nel suo ruolo di custode dei Trattati e quindi di sorvegliante della corretta applicazione del diritto dell’Unione, ed essendo da sempre molto attenta al rapporto di fiducia con il Parlamento europeo, non farà mancare il proprio sostegno all’azione dei deputati europei.

Per questo motivo – su iniziativa dei parlamentari Anna Bonfrisco, Emma Bonino, Paola Concia, Sandro Gozi e Francesca Marinaro e oltre 170 deputati e senatori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli, assieme ad eminenti personalità italiane ed europee come Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Hans van der Broek, Barisa Khiari, Piervirgilio Dastoli, André Glucksman, Monica Frassoni, Diego Hidalgo, hanno indirizzato una lettera al Presidente van Rompuy, invitandolo ad avviare quanto prima un dialogo costruttivo con il Parlamento europeo per trovare un accordo sulla nomina di una personalità femminile con riconosciuta autorità ed esperienza professionale nel settore monetario e bancario, contestualmente ad una comunicazione urgente ai rispettivi governi per chiedere loro di non associare il proprio voto a questa decisione che va contro il parere del Parlamento europeo e di concorrere, se necessario, a creare una minoranza di blocco.

FONTE: Ilsitodelledonne.it

Quote rosa, Anna Cinzia Bonfrisco in prima linea per riequilibrio rappresentanza di genere in sedi istituzionali nazionali e sovranazionali

diario 28/1/2013

Banca centrale europea. Alla luce della mancata nomina per il board della Bce del lussemburghese Mersch, la deputata Anna Paola Concia (Pd) e la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) hanno scritto una lettera a Mario Monti per chiedere un "riequilibrio di genere" nel board della Bce. In prima linea la Senatrice Bonfrisco che ribadisce l’importanza del tema del riequilibrio della rappresentanza di genere in tutte le sedi istituzionali nazionali e sovranazionali.

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Bce/ Concia-Bonfrisco: Più donne nel board per riequilibrio
Proposta una rosa di candidature italiane, tedesche e inglesi

La deputata Anna Paola Concia (Pd) e la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) hanno scritto una lettera a Mario Monti per chiedere un "riequilibrio di genere" nel board della Bce.

"Alla luce del significativo voto del Parlamento europeo che ha respinto la nomina per il board della Bce del lussemburghese Mersch, e delle imminenti decisioni in ambito europeo su chi dovrà ricoprire tale carica, abbiamo inoltrato al Presidente del Consiglio Mario Monti una petizione firmata da 130 deputate e senatrici del Parlamento italiano a favore del riequilibrio di genere nella Bce proponendo una rosa di candidature italiane, tedesche e inglesi", scrivono le due parlamentari: "Lucrezia Reichlin, Economista e Componente del CdA di Unicredit; Eliana Baici, Vice Presidente della Banca Popolare di Novara e Preside della Facoltà di Economia, Università del Piemonte Orientale; Donata Gottardi, Direttore Dipartimento Scienze Giuridiche dell'Università degli studi di Verona; Anna Gervasoni, Titolare delle Cattedre di 'Economia e Gestione delle Imprese' e di 'Finanza Aziendale' presso la LIUC di Castellanza e Direttore Generale di AIFI; Beatrice Weder di Mauro Economista e docente presso l'Università di Mainz; Pauline Green, Presidente dell'International Co-operative Alliance". La lettera è stata inviata per conoscenza ai vertici delle istituzioni europee.

FONTE: Il Mondo

Bce: Concia-Bonfrisco, lettera a Monti per presenza 'rosa' nel board

"Alla luce del significativo voto del Parlamento Europeo che ha respinto la nomina per il board della Bce del lussemburghese Mersch, e delle imminenti decisioni in ambito europeo su chi dovrà ricoprire tale carica, abbiamo inoltrato al Presidente del Consiglio Mario Monti, una petizione firmata da 130 deputate e senatrici del Parlamento italiano a favore del riequilibrio di genere nella Bce proponendo una rosa di candidature italiane, tedesche e inglesi". Lo dichiarano la deputata del Pd, Anna Paola Concia, e la senatrice del Pdl, Anna Cinzia Bonfrisco, che nella lettera aggiungono: "Consapevoli della importanza che riveste il tema del riequilibrio della rappresentanza di genere in tutte le sedi istituzionali nazionali e sovranazionali ci auguriamo che in futuro non si debba ricorrere a voti dei parlamenti o petizioni parlamentari per assolvere ad un compito che dovrebbe essere prassi consolidata".

FONTEIl Sole 24 Ore

Anna Bonfrisco alla Commemorazione 70° anniversario della battaglia di Nikolajewka

diario 24/1/2013

Soave, riconoscimenti del presidente della Repubblica e del Senato per il pellegrinaggio nazionale dedicato ai caduti. Commemorazione a 70 anni dalla tragica battaglia che si combatté nel gennaio ‘43 e permise la ritirata dalla Russia. Il monumento riproduce il sottopasso ferroviario di Nikolajewka, punto d’inizio della storica ritirata. Presenti tra gli altri il sottosegretario alla difesa, Gianluigi Magri, la senatrice Cinzia Bonfrisco, il parlamentare Alberto Giorgetti, l’assessore regionale Massimo Giorgetti e il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi.

la medaglia del Presidente Napolitano al monumento di Nikolajewka

Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 10 gennaio 2013.

Soave si prepara a celebrare il 70° anniversario della battaglia di Nikolajewka – che ricorre i prossimi 26 e 27 gennaio – con un pellegrinaggio al monumento nazionale ai caduti di tutte le patrie in Russia, a Soave, che vedrà tra gli altri la presenza del sottosegretario alla difesa, Gianluigi Magri, della senatrice Cinzia Bonfrisco, del parlamentare Alberto Giorgetti, dell’assessore regionale Massimo Giorgetti e del presidente della Provincia, Giovanni Miozzi.

Per il monumento che compie quattro anni, il Comune di Soave nell’occasione riceverà una medaglia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e una medaglia del Senato della Repubblica. La manifestazione vanta pure l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il programma si aprirà sabato 12 gennaio alle 9.30 a Palazzo del Capitano, sede municipale. Da qui si snoderà il corteo che sfilerà, accompagnato dalla banda alpina «Città di Caldiero», fino a raggiungere via Foscolo, dove si trova il complesso monumentale nazionale. Durante il percorso si farà una sosta davanti all’Isola della Memoria, per deporre una corona d’alloro al monumento ai caduti.

Alle 10 si raggiungerà il monumento che riproduce il sottopasso ferroviario di Nikolajewka, teatro dell’eccidio e punto d’inizio della storica ritirata, un varco che fu aperto dagli alpini della brigata Tridentina e che rappresenta uno dei momenti più tragici ed eroici della storia italiana del ’900.
La cerimonia vedrà la presenza degli alunni della scuola elementare «Nievo», della scuola media «Dal Bene» e dell’Istituto superiore «Dal Cero» di San Bonifacio. Alunni, insieme ai parenti dei caduti, deporranno fiori sull’Ara perenne. Due reduci accederanno la fiamma della riconoscenza alle associazioni combattentistiche e d’arma.

Da qui, la cerimonia intorno alle 10.30 si sposterà all’auditorium della sede Rocca Sveva della Cantina di Soave, dove avverrà la commemorazione ufficiale e ci saranno gli interventi del sindaco, Lino Gambaretto, delle autorità militari e del sottosegretario Magri, oltre al ricordo di alcuni reduci: ne sono stati invitati 14 e riceveranno l’encomio dall’Anci.

«Il nostro impegno punta a mantenere vivo il ricordo di questo eccidio», spiega l’assessore Vittorio Iannotta, delegato all’organizzazione della cerimonia e coordinatore del comitato per il pellegrinaggio, «in modo che chi verrà dopo di noi non dimentichi gli importanti avvenimenti della nostra storia e non si scordi dei nostri caduti, tutti, da quelli di 70 anni fa a Nikolajewka a quelli uccisi a Nassiriya e in altre parti del mondo, dove sono impegnati i nostri soldati».
«Il monumento è un riconoscimento e una memoria non solo ai caduti italiani in Russia, ma a quanti si sono sacrificati per la loro patria, siano essi russi, tedeschi, ungheresi o romeni», dice Iannotta. «Da quattro anni organizziamo l’appuntamento ed ogni anno c’è qualcosa di più che da lustro alla manifestazione».

«Voglio sottolineare l’importanza della presenza delle scolaresche», aggiunge il sindaco Lino Gambaretto, «e dei reduci che saranno tra noi».

«Sono sempre più numerosi i turisti che vengono a visitare questo monumento, voluto per fare memoria di quei 120 mila morti italiani», sottolinea l’onorevole Gastone Savio del comitato promotore, «un monito a non commettere più gli errori del passato».
«Vengono da fuori provincia e anche da fuori regione per vedere il monumento», conferma Paolo Menapace del gruppo alpini di Soave. «Abbiamo invitato a partecipare gli aderenti di ben 40 associazioni combattentistiche e d’arma della provincia», riferisce Roberto Pellegrini, vice presidente di Assoarma Verona.

«Commettiamo spesso l’errore di non ricordare il passato», conclude Antonio Pastorello presidente del Consiglio provinciale. «Passato che ci mette nelle condizioni di commettere meno errori guardando al futuro».

FONTE: L’Arena


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